L’omosessualità: tra false credenze, tabù e omofobia

Il tema dell’omosessualità è stato sempre oggetto di numerosi dibattiti che hanno generato ed alimentato un’enorme confusione sulla complessità di questo fenomeno. Attualmente, la comunità scientifica non ha raggiunto un comune accordo sui meccanismi sottostanti all’orientamento omosessuale in quanto dipende dall’interazione tra fattori genetici (Hamer D., 1993; LeVay S. 1991), psicologici (Gagnon J., Simon W., 1973) e ambientali (Bailey J.M., Zucker K. J., 1995; Storms M. D., 1981; Bancroft J., 1989; Wilson E.O., 1978) ma ha raggiunto una certezza scientifica riguardo la sua definizione.

L’omosessualità è infatti attualmente considerata un’espressione dell’orientamento sessuale che presuppone un’attrazione sentimentale e sessuale nei confronti di individui dello stesso sesso biologico. Insieme all’eterossessualità (attrazione per individui del sesso biologico opposto) e alla bisessualità (attrazione per individui di entrambi i sessi biologici), l’omosessualità costuisce dunque una variante non patologica dell’orientamento sessuale. Alla luce di quanto appena detto è doveroso dunque affermare che l’omosessualità non è una malattia e quindi non può e non deve essere curata. Questo traguardo è stato raggiunto ufficialmente nel 1973 quando l’American Psychiatric Association ha derubricato l’omosessualità dalla Terza Edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali.

Tuttavia, prima delle teorie scientifiche di tipo psicosessuologico, l’omosessualità è stata oggetto di false credenze e tabù che hanno danneggiato non solo gli omosessuali ma anche l’intera opinione pubblica. Ad esempio, la posizione religiosa ha supposto che il comportamento omosessuale non è naturale ed è frutto di influenze demoniache che un tempo dovevano essere eliminate e purificate attraverso metodi disumani come il rogo e l’espiazione. Tuttavia, poiché l’omosessualità è presente in circa 1500 specie appartenenti al mondo animale (Bøckman P., 2006), sarebbe totalmente improprio definirla contro natura ed è per questo che l’analisi della posizione religiosa non necessita di ulteriori considerazioni.

Inoltre, molti sostengono erroneamente che l’omosessualità sia contro natura in quanto non porta alla prosecuzione della specie ma questo apparente paradosso darwiniano è stato brillantemente risolto. Infatti, i caratteri del cromosoma X determinano l’orientamento sessuale verso l’omosessualità nei maschi mentre nelle femmine ne aumentano la fecondità (Camperio Ciani A., Corna F., Capilluppi C., 2004).

Ulteriori tabù e false credenze contribuiscono all’incremento dell’omofobia, la paura irrazionale, l’intolleranza e l’odio nei confronti delle persone omosessuali (Weinberg G., 1972). L’omofobia dipende da diversi fattori tra i quali l’educazione familiare, il contesto e la società di appartenenza, le istituzioni come lo stato, l’educazione scolastica e l’orientamento religioso. La cultura omofoba contribuisce dunque alla convinzione distorta che essere omosessuale sia qualcosa di assolutamente sbagliato, innaturale e contrario alle norme del vivere comune.

Tuttavia, è importante sottolineare che una ricerca effettuata dai colleghi dell’Università degli Studi dell’Aquila in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” ha dimostrato che gli omofobi presentano elementi predittivi di psicopatologia come alti livelli di psicoticismo, rabbia, ostilità, meccanismi di difesa immaturi e uno stile di attaccamento insicuro (Jannini et al., 2015).

Dunque, questa recente ricerca non solo è in linea con la letteratura scientifica sull’argomento ma ci dimostra anche che la presenza di fattori psicopatologici vanno cercati non nell’omosessualità ma nell’omofobia e in tutto ciò che la alimenta e la mantiene.

Dott. Alessandro Di Domenico – Team Mind Lab


BIBLIOGRAFIA

  • Bailey J.M., Zucker K. J., “Childhood sex typed behavior and sexual orientation: a conceptual analysisnand quantitative review” (1995)
  • Bancroft J., “Human sexuality and its problems” (1989)
  • Barbaglio M., Colombo A.,“Omosessuali moderni. Gay e lesbiche in Italia” (2001)
  • Bøckman P.,“1.500 animal species practice homosexuality” Medical Science News (2006)
  • Camperio Ciani A., Corna F., Capilluppi C.,“Evidence for maternally inherited factors favoring male homosexuality and promote female fecundity” (2004)
  • Gagnon J., Simon W., “Sexual conduct: the social sources of human sexuality” (1973)
  • Hamer D. et al.“A linkage between DNA markers on the X chromosome and male sexual orientation” (1993)
  • Jannini E. A., Lenzi A., Maggi M.,“Sessuologia medica. Trattato di psicosessuologia e medicina della sessualità” (2007)
  • Jannini E. A., Lenzi A., Maggi M., Ciocca G., Tuziak B., Limoncin E., Mollaioli D., Capuano N., Martini A., Carosa A. E., Fisher A. D., Niolu C., Siracusano A.,“Psychoticism, Immature Defense Mechanisms and a Fearful Attachment Style are Associated with a Higher Homophobic Attitude” Journal of Sexual Medicine (2015)
  • LeVay S., “A difference in hypotalamyc structure between heterosexual and homosexual men” (1991)
  • Storms M. D., “A theory of erotic orientation development” (1981)
  • Weinberg G., “Society and healthy homosexual” (1972)
  • Wilson E. O., “Sociobiology: the new sinthesis” (1978)

SITOGRAFIA


Mind Lab
Martinsicuro (TE)
a 10Km da San Benedetto Del Tronto

declino responsabilità | privacy policy |cookies policy | codice deontologico

P.I. 02050570684

 

AVVISO: Le informazioni contenute in questo sito non vanno utilizzate come strumento di autodiagnosi o di automedicazione. I consigli forniti via web o email vanno intesi come meri suggerimenti di comportamento. La visita psicologica tradizionale rappresenta il solo strumento diagnostico per un efficace trattamento terapeutico.

©2017 Tutti i testi presenti su questo sito sono di proprietà della Mind Lab
© 2017. «powered by Psicologi Italia». E' severamente vietata la riproduzione, anche parziale, delle pagine e dei contenuti di questo sito.
www.psicologi-italia.it