Curare la fibromialgia e i sintomi somatici con l’EMDR

INTRODUZIONE

E’ già da tempo noto che il corpo e la psiche si influenzano a vicenda grazie alle interconnessioni, che avvengono attraverso un complesso sistema psiconeuroimmunoendocrino (PNEI). Quando questo sistema si autoregola in modo corretto, una volta passato l’evento stressante fisico o psichico che sia, la reazione psicosomatica si esaurisce e tutto ritorna come prima. Quando il meccanismo “si inceppa”, invece di una normale reazione allo stress, avviene una sorta di “disallineamento” del sistema nervoso centrale e di quello neuroendocrino: possiamo così sviluppare una patologia psicosomatica come la fibromialgia, o altri dolori per i quali non esiste un’accertata origine medica (Medically Unexplained Sympthoms), i dolori dell’arto fantasma, il Disturbo da sintomi somatici, le cefalee, il dolore muscolo-scheletrico e il dolore neuropatico.

Secondo l’American College of Rheumatology, la fibromialgia è una patologia che si caratterizza per diversi sintomi principali come il dolore alla palpazione in particolari punti del corpo (tender points), disturbi del sonno, rigidità e tensione muscolare. Altri sintomi frequenti possono essere uno stato di debolezza generale dovuto alla riduzione o alla perdita della forza muscolare (astenia), disturbi d’ansia e dell’umore, bassa energia e debolezza associata ad uno stato di salute generale cagionevole, stress generale e disregolazione del sistema neuroendocrino. Le cause della fibromialgia sono ancora sconosciute (Medically Unexplained Sympthoms) ma molti studi sostengono che si tratti di una malattia ad origine multifattoriale. Studi di patogenesi hanno dimostrato l’esistenza di una predisposizione genetica che si manifesta attraverso delle modifiche dei recettori della serotonina e dopamina. Tuttavia, negli ultimi anni è stata anche dimostrata una connessione tra fibromialgia ed eventi traumatici di tipo psicologico. Tra queste troviamo traumi relazionali precoci si caratterizzano per condizioni stabili, intense e ripetute nel tempo che mettono a repentaglio l’incolumità psicofisica della persona come ricorrenti abusi fisicipsicologici o sessuali, presenza di persone con dipendenza da sostanze all’interno dell’ambiente familiare o di soggetti che hanno avuto problemi con la giustizia, membri della famiglia con disturbi mentali conclamati, presenza di violenza familiare, presenza di un solo o nessun genitore e la trascuratezza fisica ed emotiva.

Gli studi nel campo della PNEI hanno evidenziato come il trauma “inneschi” il sistema di risposta infiammatoria e sia spesso causa di alterazioni nel funzionamento di strutture neuroendocrine e del sistema nervoso centrale

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CONSEGUENZE

Ricevere una diagnosi di fibromialgia è un momento di vita con forte rischio di ritraumatizzazione per diverse motivazioni, costituendo dunque di per sé un Disturbo Post Traumatico da Stress. Infatti, ciò produce in sé una minaccia alla qualità della vita e all’integrità psicofisica propria persona o di altri, (es. i familiari o il partner), evoca un “vissuto di minaccia” ed un opprimente senso di vulnerabilità o perdita di controllo e senso di impotenza. Inoltre, si presentano anche reazioni emotive particolarmente forti con elevata ipervigilanza, evitamento nelle condotte quotidiane e pensieri intrusivi di tipo negativo che interferiscono con le capacità normali di organizzare la propria quotidianità.

Il trauma psicologico si manifesterebbe inoltre nel linguaggio non verbale (es. postura o espressione facciale) nella disregolazione emotiva, nelle difficoltà interpersonali, nella percezione del senso di sé e nella velocità dei movimenti. Inoltre, tali manifestazioni rappresentano la somatizzazione delle esperienze avverse e traumatiche che la persona ha subito nella sua infanzia, sulla linea delle ultime ricerche scientifiche dell’ultimo decennio che confermano dunque che la persona psicologicamente traumatizzata esprime attraverso il corpo il suo dolore.

 

TRATTAMENTO PSICOTERAPEUTICO

Studi recenti e le linee guida dell’OMS hanno rilevato la grande efficacia dell’uso della Psicoterapia Cognitivo Comportamentale e il trattamento EMDR in pazienti con sintomi somatici, dolore cronico e la fibromialgia, fornendo così sollievo fisico ed emotivo grazie alla rielaborazione di esperienze di vita negative e dei ricordi traumatici.

In particolare l’EMDR (Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari) è un trattamento psicologicamente orientato, scientificamente validato, utile ed efficace per stabilire e mantenere relazioni terapeutiche positive con pazienti che presentano sintomatologie somatiche. Si svolge dopo una prima fase di inquadramento e approfondimento del caso (della durata di circa 5/6 sedute settimanali), che consente di ricostruire la storia del paziente e della sua malattia per rintracciare eventuali traumi precedenti l’esordio, sviluppare e implementare piani di trattamento adeguati, comprendere la rappresentazione della malattia presentata dal paziente, le sue aspettative nei confronti del trattamento psicologico e aiutare il soggetto a fare collegamenti di senso e di significato tra questi e la condizione clinica presente.

Grazie all’EMDR è possibile ristabilire l’equilibrio del sistema cognitivo riattivando il meccanismo di elaborazione delle informazioni che comporta la normale risoluzione adattiva dell’evento interpretato come traumatico dal soggetto. Dunque, il trattamento EMDR risulta essere molto utile per lavorare con pazienti con sintomi somatici o Fibromialgia, fornendo sollievo fisico ed emotivo, grazie alla rielaborazione di esperienze di vita negative e ricordi traumatici, ma anche aiutando il paziente ad aumentare la propria capacità di gestione del dolore. Solitamente il trattamento richiede 1 seduta settimanale di circa 50 minuti, per una durata di 3-6 mesi circa per i casi lievi o moderati mentre per i casi più gravi possono essere necessari 1 o 2 anni di trattamento.

 

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SITOGRAFIA

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  • salute.gov.it
  • who.int
  • mindnet.it

 Staff Mind Lab

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